Coach & Trainer

Author Archives admin

Le emozioni contano

washington-crossing-the-delawareLe emozioni contano.

Mai sentito parlare di una storia di successo che ha come protagonista…

Un direttore d’orchestra privo di slancio?

Un pittore letargico?

Un miliardario self-made pigro?

Un imprenditore che lavora dalla 9 alle 5?

Impossibile.

Ma qual è il ruolo di un leader rispetto alle emozioni?

I grandi leaders sono quelli che ci toccano nel profondo. Che ci accendono le passioni ispirando ciò che di meglio è in noi. Tentando di spiegare perchè siano così convincenti, noi parliamo di strategie, lungimiranza o idee azzeccate. Ma la realtà è molto più semplice: i grandi leaders lavorano sulle emozioni.

Riconoscono le emozioni.

Assumono in base alle emozioni.

Valutano in base alle emozioni.

Promuovono in base alle emozioni.

Dirigono in base alle emozioni.

Seguono le emozioni.

Vendono emozioni.

E pensare che delle nostre emozioni, al massimo, ci siamo sempre vergognati!

  admin   giu 26, 2014   Blog   0 Comment   Read More

E se provassimo a delegare?

delegatingSe in azienda avete un ruolo di responsabilità che implica il coordinamento del personale, vi suggerisco 6 mosse che potete intraprendere per delegare alcuni compiti con efficacia. Se ignorate qualcuno di questi passaggi, correte il rischio di non comunicare bene, di generare malintesi, di generare demoralizzazione e di ispirare prestazioni professionali non all’altezza.

Mossa 1: mettete la persona giusta al posto giusto. Uno dei più macroscopici sprechi di tempo nel mondo del lavoro dipende dal delegare un compito alla persona sbagliata. Spesso si delega una operazione ad una persona che non è in grado di compierla o di portarla a termine entro la scadenza prevista.

Mossa 2: accordatevi sul da farsi. Una volta che avete selezionato la persona giusta per il compito da delegare, prendetevi del tempo per discutere dello stesso con questa e accordatevi in modo preciso su ciò che vi attendete venga fatto. Più tempo passate a discutere e ad accordarvi sul risultato finale o sugli obiettivi da raggiungere e più velocemente ed efficacemente il lavoro verrà svolto.

Mossa 3: spiegate come il lavoro dovrà essere fatto. Spiegate alla persona prescelta il vostro approccio o il vostro metodo preferito di lavoro. Spiegate come vorreste che il lavoro risultasse alla fine e come voi o qualcun altro lo abbiate svolto con successo in passato.

Mossa 4: fate in modo che i vostri collaboratori vi ripetano le istruzioni impartite. Chiedete alla persona selezionata di spiegarvi con le sue parole come il lavoro dovrà essere effettuato. Fatevi spiegare quello che voi le avete spiegato e condividete. Questo è l’unico modo per essere sicuri che il vostro collaboratore di fatto comprenda il compito assegnatogli.

Mossa 5: stabilite una scadenza. Programmate una scadenza e create una pianificazione finalizzate al completamento del compito delegato. Allo stesso tempo predisponete una modalità di monitoraggio regolare e di ispezione periodica dello stato dell’arte. Chiedete al collaboratore di porvi delle domande e di darvi le sue osservazioni in caso di problemi o ritardi.

Mossa 6: gestite solo le eccezioni. “La gestione delle eccezioni” è uno strumento potente di time management che si usa per lavorare in squadra con efficienza. Se il lavoro delegato è ben avviato e sembra concludersi nei tempi previsti, gestire le eccezioni significa che il delegato non deve darvi dei feedback. Se non vi fornisce notizie, dovete presumere che tutto procede per il meglio. Il delegato ha il dovere di darvi un feedback solo quando si verifica un’eccezione e sussiste un problema nel portare a termine il compito con la qualità ed i tempi condivisi in precedenza.

Se tutto ciò non bastasse, vi invito a svolgere questo importantissimo esercizio: convocate una riunione con le persone che coordinate e spiegate loro esattamente il motivo per cui sono stipendiati dalla vostra azienda e quali sono i loro compiti che danno all’azienda il maggior valore aggiunto. Avrete delle sorprese positive in brevissimo tempo.

  admin   giu 26, 2014   Blog   0 Comment   Read More

Qual è il tuo archetipo?

archetipiChe cosa sei nella tua professione? Cosa vuoi essere? Quando dai il tuo meglio al lavoro, a che archetipo stai rispondendo? Ecco una lista parziale:

Agricoltore: ottimizza la produzione dei beni in vista della vendita, attraverso la ripetizione delle fasi di lavoro e una grande pazienza. Si preoccupa delle condizioni del tempo.

Cacciatore: sulla scia della preda, alterna sapientemente una pazienza certosina ad esplosioni di energia.

Giardiniere: pota le piante alla ricerca della massima bellezza e sostiene la crescita della pianta sino a che non può sostenersi da sola.

Servitore: “Sissignore!”

Architetto: crea le basi e le condizioni affinchè altri possano lavorare al meglio.

Infermiera: guarisce gli altri (in tutti i sensi).

Mediatore: connette gli altri, creando occasioni e comunanze di interessi.

Impresario: inventa dal nulla, creando uno show  e vendendone i biglietti.

Direttore: coordina, guida e conduce.

Commerciante: compra basso e vende alto.

Artista: vede il mondo così com’è, distribuendo doni.

Receptionist: dà il benvenuto a tutti con un sorriso aperto e felice.

Stella del cinema: ammirata e rispettata per il fatto di essere famosa e bellissima.

Professore: risolve i problemi interessanti.

Naturalmente ci sono molti lavori che includono elementi di più di un archetipo. Nel profondo di voi stessi sapete però che con tutta probabilità uno solo di questi archetipi risponde al vostro modo di vivere la professione e alla vostra vocazione. L’archetipo più comune è il servitore, ma anche gli altri sono ben frequentati. Non perdete tempo e non ingannate voi stessi, scegliete solo un lavoro che si adatti al vostro archetipo (o, al massimo,  ai vostri due).

Io mi sento molto giardiniere… 😉

  admin   giu 26, 2014   Blog   0 Comment   Read More

Affronta le tue paure

fearFai dei piccoli passi avanti ed estendi la tua zona di comfort attraverso questi piccoli consigli:

1. Fai una lista delle tue paure: non puoi affrontare le tue paure sino a che non le conosci.

2. Visualizza una vita in cui le paure non hanno il potere di bloccarti: scrivi tutto ciò che potresti realizzare se le paure non fossero un ostacolo. Dipingere una vita senza limiti ti fornirà la motivazione ad affrontare le tue paure.

3. Cambia il tuo modo di vedere le cose: il tuo modo di pensare riveste un ruolo importante nel creare le paure. Susan Jeffers, nel suo best seller “Feel the fear and do it anyway” afferma che gestire le paure è semplice come dire a noi stessi “qualsiasi cosa mi accada, posso affrontarla“.

4. Affronta le tue paure: inizia con dei piccoli passi. Diciamo per esempio che sei terrorizzato dal fatto di parlare in pubblico, ma che superare questa paura potrebbe portare un grande vantaggio al tuo lavoro. Prova quindi a parlare di fronte a 5 amici, suggerisce Stan Popovich nel suo libro “A Layman’ guide to managing your fear“. Quindi porta il numero a 15. Piccoli passi portano rapidamente in alto la tua fiducia e rendono possibile, anzi piacevole, affrontare i tuoi timori.

  admin   giu 26, 2014   Blog   0 Comment   Read More

Siete una persona “da 18 secondi”?

listeningIn “Come pensano i dottori“, Jerome Groopman spiega che la migliore fonte di indizi sulla patologia del paziente è il paziente. E a quel punto cita delle ricerche in base alle quali il medico interrompe il paziente in media ogni 18 secondi non appena questi inizia a parlare.

Ripeto: interrompe.

Ogni 18 secondi.

Non sono in grado di citare ricerche analoghe, ma sono pronto a scommettere che non sono solo i dottori ad avere un vizio di questo genere.

Quindi…

Smettetela.

Piantatela di interrompere.

Sì, dico a voi.

(E a me!)

L’ascolto è uno strumento comunicativo potentissimo che raramente ci va di utilizzare. Sarebbe invece il caso che lo affinassimo un po’, quindi, segnatevi in agenda di:

1. fare pratica

2. chiedere un feedback ad altri sulle vostre capacità di ascolto

3. darvi un autofeedback dopo ciascuna interazione

4. videoregistrarvi durante la prossima riunione e contare le interruzioni

5. lavorare maggiormente in gruppo

Sarà sicuramente un ottimo investimento!

  admin   giu 26, 2014   Blog   0 Comment   Read More

L’importanza della visualizzazione degli obiettivi

visualization“[…] Non ho mai colpito una palla, anche nella realtà, senza averne prima un’immagine forte e chiara nella testa. E’ come un film a colori. Prima “vedo” la pallina là dove io voglio che vada, bella bianca che spunta bene in vista sul prato verde chiaro. Poi la scena cambia velocemente e “vedo” la pallina che raggiunge quel punto: il percorso, la traiettoria e la forma, persino il suo movimento mentre sta atterrando. Poi c’è una specie di dissolvenza dell’immagine e la scena seguente mostra me intento a compiere quella specie di oscillazione che trasformerà le immagini precedenti in realtà […]“

– Jack Nicklaus, campione di golf

La visualizzazione dei vostri obiettivi può fare la differenza tra un semplice desiderio espresso sottovoce ed un grande risultato ottenuto nella vostra vita, nella vostra professione o nel vostro sport. Il nostro cervello è uno strumento potentissimo, ma purtroppo non ci hanno fornito il manuale di istruzioni…

  admin   giu 26, 2014   Blog   0 Comment   Read More

Quando scriviamo, veniamo compresi?

communicationCredo sia il cruccio di tutti coloro che utilizzano la scrittura per comunicare con colleghi e clienti: la paura di non essere compresi. Sono d’accordo che c’è molta soggettività nella percezione del livello di chiarezza di un testo che leggiamo, ma esiste un indice, l’indice di Gulpease, che può aiutarci a capire quanto è chiaro ciò che scriviamo. Esso implica alcuni calcoli, non laboriosi, fatti a partire da un nostro testo che decidiamo di analizzare (una mail, una lettera, una circolare).

L’indice di Gulpease considera due variabili linguistiche: la lunghezza della parola e la lunghezza della frase rispetto al numero delle lettere.

La formula per il suo calcolo è la seguente:

 89 + \frac{300 * (numero\ delle\ frasi) - 10 *  (numero\ delle\ lettere)} {numero\ delle\ parole}

I risultati sono compresi tra 0 e 100, dove il valore “100″ indica la leggibilità più alta e “0″ la leggibilità più bassa.

In generale risulta che testi con un indice

  • inferiore a 80 sono difficili da leggere per chi ha la licenza elementare
  • inferiore a 60 sono difficili da leggere per chi ha la licenza media
  • inferiore a 40 sono difficili da leggere per chi ha un diploma superiore

Provatelo, oltre che divertente è illuminante. Si può sempre migliorare…

  admin   giu 26, 2014   Blog   0 Comment   Read More

Paura di parlare in pubblico?

public-speakingTraggo spunto da una bella sessione di public speaking, tenuta stamattina a Cittadella con dei partecipanti brillanti e desiderosi di mettersi in gioco, per suggerirvi 7 strumenti per affrontare il panico da palcoscenico, che prende la maggior parte di coloro che si trovino ad affrontare un pubblico durante un discorso, una presentazione o una riunione.

1. Affrontate la paura. Se sentite le ginocchia tremare a causa della paura, ricordate a voi stessi che quasi certamente quello che temete non accadrà. Se c’è in voi una reale preoccupazione, ad es. vi siete dimenticati un supporto necessario alla vostra presentazione, prendete una decisione (ad es. non affrontare lo specifico argomento cui faceva riferimento il supporto) e poi smettete di preoccuparvi. Ricordatevi che avete sempre il potere di razionalizzare le vostre paure e quindi di esorcizzarle.

2. Respirate a fondo. Impegnarsi in un esercizio di respirazione prima di esordire, avrà il potere di rilassare il vostro corpo e la vostra mente. Ecco un esercizio che potete praticare in qualsiasi momento e luogo, anche in un corridoio: rimanete fermi e “sentite” il suolo sotto i vostri piedi. Chiudete gli occhi ed immaginate il vostro corpo sospeso al soffitto grazie ad un filo sottile. Limitatevi ad ascoltare il vostro respiro e dite a voi stessi che non c’è fretta. Rallentate il vostro respiro sino a che ci metterete 6 secondi ad inspirare e 6 secondi ad espirare. A questo punto sarete perfettamente rilassati e fiduciosi nella vostra performance.

3. Relax. Rilassarsi è l’arte di “lasciare andare”. Ci sono molti modi per “lasciare andare”; potete sedervi di fronte ad uno specchio ed esibirvi in una risata “equina”. Potete distendervi a terra e fingere di galleggiare. Oppure ancora potete afflosciarvi a terra come farebbe una bambola di pezza. “Lasciar andare” rilassa il corpo e vi fa sentire maggiormente a vostro agio.

4. Pronunciate un mantra. Un mantra è un canto mistico indù. Più lo ripeterete, a voce alta o tra voi e voi, e più focalizzato sarà il vostro pensiero. Ecco un mantra che vi metterà nel giusto spirito per affrontare un pubblico:

“Sono felice di essere qui,

Sono felice che voi siate qui,

Dall’incontro dei nostri pensieri

Nascerà oggi qualcosa di magico”

5. La spinta del muro. La spinta del muro è la tecnica che il grande attore Yul Brynner utilizzava per vincere lo stress. Ecco come potete imitarlo: posizionatevi a circa 60 cm da un muro e appoggiatevi entrambi i palmi, in tutta la loro superficie. Spingete avanti il muro con le mani. Mentre spingete, i vostri muscoli addominali si contrarranno. Quando espirerete, contrarrete i muscoli immediatamente sottostanti le vostre costole, proprio come se steste remando controcorrente. Ripetete quest’esercizio un po’ di volte e la paura da palcoscenico sarà un ricordo.

6. Immaginatevi che succeda il peggio. Una tecnica veloce per superare ogni fobia è dire a noi stessi che l’oggetto della nostra fobia si verificherà. Sembrerà strano, ma funziona. Ciò accade perchè il fatto stesso di attenderci il peggio ci fa esorcizzare la paura che esso si verifichi effettivamente. Così, se avete paura di fare una figuraccia davanti al vostro pubblico, ditevi che ciò succederà, che sarete lo zimbello di tutti. Quasi certamente il vostro cervello troverà da solo il modo per non far verificare questa eventualità. Incidentalmente vi dico che questo stratagemma viene usato per curare l’insonnia: non si deve “cercare” di dormire, bensì si deve “cercare” di stare svegli…


7. Avvicinatevi al pubblico. Una delle tecniche più efficaci per vincere il panico da public speaking è quello di passare qualche minuto a conoscere il vostro pubblico prima dell’esibizione. Mescolandovi con le persone che vi ascolteranno, otterrete l’effetto di scoprire che esse sono esattamente come voi e non ostili a voi. Potreste anche scoprire che alcuni soggetti sono anche più nervosi di quanto non siate voi!

Cosa aspettate…trovatevi un pubblico!  😉

  admin   giu 26, 2014   Blog   0 Comment   Read More

W il cambiamento!

changeBenjamin Franklin un giorno disse “mai confondere il movimento con l’azione”. Se siete freneticamente occupati, ma non vi avvicinate ai vostri ambiziosi obiettivi, potrebbe essere il momento di dare una sterzata alla vostra routine, tentando di utilizzare i semplici strumenti che seguono.

1. Usate la regola del 5. Ognuno ha un obiettivo potente, un obiettivo che avrebbe sempre voluto raggiungere. Scrivete dunque 5 azioni che potreste fare oggi in vista del vostro obiettivo e realizzatele. Ripetete la stessa procedura ogni giorno fino a che non avrete successo.

2. Alzatevi un’ora prima del resto della famiglia. Usate quest’ora come “tempo d’ispirazione”, per riconnettervi con la vostra missione, con i vostri valori fondanti, e per rivedere i vostri obiettivi. Ciò contribuirà a costruire il vostro focus come antidoto alle distrazioni quotidiane. In quest’ora potreste meditare, visualizzare, scrivere nel vostro diario, recitare delle affermazioni potenzianti o fare esercizio.

3. Affrontate la paura. Abbiamo bisogno di identificare il luogo in cui la paura ha inibito il nostro progresso. Create una lista che indichi 5 modi in cui la paura vi ha danneggiati e per ciascuna paura scrivete le azioni che vi impegnate a fare per sconfiggerla.

4. Abbattete i vostri ostacoli. La maggior parte delle persone tende a bloccarsi o a procrastinare quando non sa come fare il “passo successivo”. Parlate con qualcuno che abbia raggiunto il vostro obiettivo prima di voi o confrontatevi comunque con altre persone. Prendetevi un break, cambiate scenario (è sempre possibile, dipende da noi!) e poi agite!

Buon lavoro!

  admin   giu 26, 2014   Blog   0 Comment   Read More

Gli insegnamenti di Toni Nadal

toni-nadalTony Nadal, zio ed allenatore del celebre campione di tennis, un giorno disse a suo nipote in tono serio e quasi minaccioso:

“figliolo, se vuoi andare d’accordo con me e se vuoi che sia il tuo allenatore, devi rispettare i seguenti 3 precetti in ogni momento della tua vita da professionista:

1- non trattare mai male la tua racchetta, sia nel rispetto del pubblico che nel rispetto di tutti coloro che non hanno i soldi per comprarsene una;

2- ricordati che la sconfitta è sempre un risultato possibile, con il quale dovrai confrontarti ogni giorno. Fai del tuo meglio per evitarla;

3- divertiti. Quando inizi a non divertirti più, forse è ora di dedicarti ad altro.”

Lo zio di Nadal non mi è mai stato particolarmente simpatico, ma sapevo di poter imparare qualcosa anche da lui.

  admin   giu 26, 2014   Blog   0 Comment   Read More
Pagina 4 di 6« Prima...23456