Questo semplice metodo di self-coaching nasce per quei momenti in cui la mente corre, crea scenari catastrofici e ti porta lontano da chi vuoi davvero essere.
S – STOP. Ti fermi, fai un gesto fisico preciso (pollice e indice che si toccano, ad esempio) e mandi un messaggio chiaro al sistema nervoso: “Interrompo il pilota automatico, adesso ci sono io.”
I – INQUADRA. Ti chiedi: “Che film sta partendo nella mia testa?” Gli dai un titolo: “Il film in cui non valgo abbastanza”, “Il film in cui nessuno mi capisce”. Nominarlo ti mette subito in regia.
F – FILTRA. Separi i fatti dalle storie: che cosa è realmente accaduto e che cosa è solo interpretazione, paura, antica ferita che si riattiva. Qui togli potere al dramma.
A – AGISCI. Ti chiedi: “Qual è la più piccola azione adulta, concreta e coerente con la persona che voglio diventare?” Non perfezione, solo un passo in avanti.
La forza del metodo SIFA è la sua semplicità: puoi usarlo al lavoro, in famiglia, nello sport, in qualsiasi situazione in cui rischi di reagire “a caldo” e pentirtene dopo. È self coaching puro: ti allena ogni giorno a smettere di essere spettatore dei tuoi vecchi film e a tornare protagonista della tua storia. La differenza tra subire la vita e guidarla, molto spesso, sta proprio in questi quattro piccoli passi.